#Espai Lleure

Uno spazio di svago.

espai lliure

Dal 2015 seguo un gruppo di disabili all’Ateneu di Sant Cugat, un centro civico che promuove attivitá sociali in un pueblo medievale a 20 minuti da Barcellona.
Quest’opportunitá di confronto con questo gruppo é stato e continua ad essere un importante finestra sui limiti e diversitá che caratterizzano ogni persona, al di la del giudizio.
Una pura esplorazione di possibilitá.
Mi ha offerto importanti spunti di riflessione sull’osservazione della realtá, i codici, i riferimenti, il congiunto di mporie e esperienze che costituisce il nostro bagaglio creativo/cognitivo.
Lavorare con loro sull’immagine –attraverso la pittura- mi ha sicuramente aperto nuovi orizzonti.
Cosa c’é in una mente confinata ordinaria (la mia) che limita l’espressione creativa giudicandosi costantpente?

Da sppre il mio dramma come artista e la mia sfida piú grande é quella di uscire dal soffocante attaccamento al realismo, la fedeltá al figurativo, e tutto ció che mi tiene noiosamente aderente alla visione rassicurante e scientificamente corretta delle cose.
L’eterna lotta del calcolo razionale -la mente analitica-, contro l’espressione spontanea -intuito e libertá.
Dietro a questo conflitto è evidente l’inibizione di natura culturale della sfera pozionale, che troppo spesso resta intrappolata nelle viscere invece che esprimersi e farsi arte.

Per disinnescare questo processo ho provato la meditazione, la marijuana, la psicanalisi, la mimesi, e forse altre cose che non ricordo, ma ancora sento la potenza tentacolare di questa specie di forza sovrannaturale che mi obbliga al realismo.
Rispetto e concordo con chi dice che bisogna assecondare la propria natura e non forzarsi in uno stile che non ci appartenga. Per tanto dovrei compiacermi con soddisfazione dei miei risultati figurativi e realistici.

Ma anelo al colore, a più colore; alla destrutturazione, la scomposizione, la sottrazione, la riorchestrazione, aspiro alla libertà del gesto, la morte del giudizio, la derisione e infine al gioco.

Voglio fare la pace con quella voce dentro di me che a ogni tentativo mi sussurra “non si può”.

Esplorare l’arco del possibile, superare il limite del passabile.

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“El Perriposa”. Rosa
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“Fiesta de las señoras de la limpieza”. Justo
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“El Aguibelula”. Bilal

Ho deciso di esser io a imparare da loro.

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